Nerone e la Torre delle Milizie: verità o leggenda?

maggio 20, 2019


La poderosa Torre delle Milizie in Largo Magnanapoli, nel rione Monti, oggi priva dell'ultimo dei tre piani, demolito nel XIV secolo perché pericolante, e che, per la sua elevata posizione, domina ancora maestosamente l'intera città, è anche detta dai romani "Torre di Nerone" perché, secondo una falsa leggenda, proprio dall'alto di essa l'imperatore avrebbe ammirato la città in fiamme, suonando la cetra, e cantando i versi dell'incendio di Troia. in realtà si tratta di un fortilizio del XIII sec., fatto erigere da Gregorio IX (1227-1241) dei conti di Segni sul basamento di una torre di guardia delle mura Serviane, e fu costruita da maestro Marchionne Aretino. Un'altra leggenda legata alla Torre narra che essa costituisce "l'occhio sull'Urbe" di una favolosa reggia sotterranea, una reggia magica dove dorme da secoli l'imperatore Augusto, il quale un giorno salirà sulla torre risvegliandosi alla vita. Ma il suo risveglio è destinato a verificarsi soltanto quando Roma tornerà a splendere come faro di luce, di civiltà e di potenza sulle genti e sul mondo. Non si conosce con esattezza l'origine del nome, forse un quartiere di soldati nelle vicinanze o un ricordo marmoreo di qualche milizia particolare della Roma antica. Fu una delle maggiori torri gentilizie romane dopo Tor de' Conti, che la superava, ma che oggi, invece, è sensibilmente più bassa. Appartenne a molte famiglie che se la contesero: dagli Annibaldi ai Caetani, passando per gli Orsini e i Conti. Nel 1348 un terremoto nè provocò la leggera pendenza e danneggiò il piano superiore. Passata infine alle Suore di Santa Caterina, fu sommersa da costruzioni che le furono addossate senza riguardo, ma che, molto probabilmente, sono state la ragione per la quale è giunta fino a noi. Fu riportata alla luce, solo nel 1924, quando venne riscoperta anche l'Aula superiore dei Mercati Traianei. Fu necessario un importante lavoro di sottofondazione dell'intera mole, per salvare il monumento che, a seguito dell'opera di demolizione, aveva manifestato una pericolosa accentuazione della pendenza. La torre è alta 51,10 metri. 


(Enciclopedia di Roma)








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