L'Insula Romana all'Aracoeli
dicembre 18, 2019
Anche se c’è qualcuno che la
fotografa, i più non la notano neanche e le passano accanto indifferenti. È quel
che resta di un’”insula” romana del II secolo che si trova ai piedi
della scalinata dell’Ara Coeli. Siamo a Piazza Venezia, una parte di Roma
interessata in passato da notevoli e pesanti demolizioni. La zona dove oggi
sorge il Monumento al Milite Ignoto era un tempo molto popolosa e per far
spazio alla costruzione del gigantesco Vittoriano, fu raso al suolo un
quartiere ricco di edifici medievali. Come in altre occasioni furono distrutti
palazzi, vie e chiese e fu soltanto un caso se, demolendo la bellissima chiesa
di Santa Rita di Carlo Fontana, venne alla luce una casa romana di abitazione a più piani.

Grazie all'interessamento dell’archeologo prof. Antonio M. Colini, quest’”insula”
è riuscita a evitare la distruzione e ad arrivare in buono stato fino ai giorni
nostri. Situato ai piedi della scalinata dell'Aracoeli, questo edificio del II
secolo d.C., che si appoggia alla roccia, mostra, oltre al pianterreno e al
mezzanino, tre altri piani e tracce di un quarto, che forse non era neanche l’ultimo.
Costituiva il modello del condominio di quell'epoca.
Il pianterreno, ad un livello
molto più basso dell’attuale piano stradale, è costituito da taberne che si
aprono su un cortile, circondato da portico a pilastri; queste erano utilizzate
come botteghe e comunicavano direttamente con ambienti soprastanti, che
costituivano il mezzanino, il cui pavimento è ora scomparso. Una balconata su
mensole di travertino segna il trapasso agli appartamenti da affitto, costituiti
da un grande numero di ambienti, illuminati da finestre rettangolari.
Gli
ambienti diventano sempre più angusti man mano che si sale ai piani superiori.
Ciò costituisce un tipico esempio dell'urbanistica della Roma imperiale: si è
calcolato che ospitasse, in condizioni non certo confortevoli, circa 380
abitanti, cioè un vero e proprio dormitorio per poveri. In epoca medioevale,
tra i ruderi del caseggiato, fu costruita la chiesa di San Biagio de Mercatello,
che prendeva la sua curiosa denominazione dal mercato che si teneva nella
piazza dell'Aracoeli fino al 1477, quando fu trasferito a piazza Navona.
Nel 1658
la chiesa passò alla Confraternita della SS. Spina della Corona di Gesù Cristo,
che la ricostruì quasi completamente dedicandola a Santa Rita. Durante le
demolizioni del 1928, tornarono alla luce l’edificio di epoca imperiale romana
e due piccole memorie di San Biagio: il campaniletto romanico dell’XI secolo
con due bifore e l’arcosolio affrescato con la trecentesca “Deposizione di Cristo
tra la Madonna e San Giovanni”. Nel sottarco sono invece dipinti l’Agnello
mistico e i simboli dei quattro Evangelisti.
(M. Silvia Di Battista - Roma curiosa
vol. 3)
(romasegreta.it)
(specchioromano.it)
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