L'Arco degli Acetari

dicembre 11, 2019


Passeggiando fra le caotiche e coloratissime bancarelle del mercato di Campo de’ Fiori, fra i pochissimi venditori “veraci” rimasti, che urlano in romanesco le qualità delle loro merci e tutto quel proliferare di bancarelle, con preparati già pronti di spezie per carbonara, amatriciana, "pasta ciociara", cacio e pepe, che strizzano l'occhio al turista, mi dirigo in via del Pellegrino. 


Lungo la via, sulla destra, c’è un arco, che, passeggiando distrattamente, si potrebbe non notare, tanto è anonimo e insignificante: l’arco degli Acetari, il cui nome nasce dagli antichi venditori di aceto o di acqua acetosa (le interpretazioni sono discordi) che avevano qui i loro depositi.


Passando sotto quell'arco, invece, si compie un vero e proprio “viaggio temporale” e si è catapultati, come per magia, in una piazzetta che sembra l’aia di un casale di campagna. Molteplici casette, con scale esterne tipiche dei borghi medievali, gatti che dormono sulle scale, fra balconi fioriti e panni stesi: al quadretto rurale non manca nulla, c’è anche un tipico carretto. 


Questa piazzetta è un frammento di una Roma che non c'è più, ma che poco più di un secolo fa, era per la massima parte fatta in questo modo: è un angolo di città che non conosce traffico, insegne luminose, e si fa fatica a credere di essere a pochi passi dal “caos” cittadino. 


Certo chi vive qui sa del tesoro che possiede e lo abbellisce ancora di più con i fiori, con scalette di legno messe ad arte e con quello che può rendere l’aspetto di questo angolo ancora più rustico. Tutto sommato sì, forse è tutto un po’ artefatto, ma senz'altro è una tappa da non perdere, per sentirsi come in mezzo a una piazzetta di paese, sapendo di stare invece nel centro di Roma.



(M. Silvia Di Battista – Roma Guida alle curiosità – da Tor di Nona a Campo de’ Fiori)
(Istanti di bellezza.it – A day in Rome.com)

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