Bartolomeo Pinelli
aprile 07, 2020Roma deve moltissimo a Bartolomeo Pinelli perché, attraverso le sue incisioni d’inizio Ottocento, ha raccontato e descritto una città ormai quasi del tutto sparita sia materialmente che nei costumi e atteggiamenti del popolo, dalla quale molto dello spirito romano moderno attinge le radici e di cui in qualche modo riusciamo ancora a percepire il retaggio.
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La Serenata |
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Il venditore di cocomeri |
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Il Saltarello |
Della sua salma si è persa ogni traccia, probabilmente venne imbalsamata e deposta in una tomba anonima della chiesa o peggio gettata nel fiume. Le ricerche di storici e archeologici non hanno dato alcun esito, il sepolcro non è stato mai trovato. Oggi solo una piccola lapide nella chiesa lo ricorda. Sepolto vicino alle “frattaglie” dei papi, è cosi che il Belli racconta la tomba di Bartolomeo Pinelli, facendo riferimento all'antica usanza di conservare le interiora dei papi in appositi vasi custoditi, ancora oggi, proprio nella cripta della chiesa dei Santi Vincenzo e Anastasio. Il figlio Achille, anche lui pittore, ci ha lasciato più di duecento acquerelli, raffiguranti le chiese di Roma e varie scene di vita popolare, conservati presso il Museo di Roma.
(Claudio Colajacomo - Roma perduta e dimenticata)
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