Antonio Canova quando giunse a
Roma, povero e sconosciuto, fu ospitato nella casa di Giovanni Volpato, un
incisore e ceramista, che aveva intuito subito il genio del ragazzo. Non tardò
il Canova ad innamorarsi di Domenica, la bella figlia del suo protettore e, con
gran gioia del Volpato, ma con poco entusiasmo da parte della interessata,
furono combinate le nozze. Con il passare dei giorni però, la ragazza appariva
sempre più triste, e il giovane artista decise di vederci chiaro. Cominciò a
chiedere notizie. "Alcuno gli riferì che sulla sera la fanciulla parlava
dalla sua finestra con un giovane. Che fare? Arruola, per uno scudo, un robusto
cascherino, si fa porre nel fondo di una grossa cesta e, con l'aiuto
dell'oscurità, si fa portare sotto le finestre della fidanzata. Il tradimento
era vero! Domenica amoreggiava con Raffaele Morghen, giovane incisore, alunno
del padre." La storia delle corna fece il giro di Roma, il matrimonio andò
a monte e Canova fece giuramento di non prendere mai moglie, dedicandosi esclusivamente
all'arte e al lavoro, circondandosi solo degli amici. Rimase, infatti, celibe,
considerando questa la situazione unica ed essenziale per avere la certezza di
non essere cornuto.
Nel muro esterno della Chiesa di
S. Salvatore alle Coppelle (via delle Coppelle) si può ancora oggi notare una
"lastra marmorea a guisa di buca da lettere" nella quale albergatori,
osti e locandieri dovevano depositare denunce di malattie dei loro clienti. Le
comunicazioni venivano poi inviate "per competenza"
all'Arciconfraternita del SS. Sacramento della Divina Perseveranza, fondata
l'11 agosto 1663 con il preciso scopo di "visitare gli infermi nelle
camere locande, nelle osterie e negli alberghi, ove sogliono capitar forestieri
di ogni nazione, per dare ad essi tutti gli aiuti necessari tanto rispetto al
corpo che all'anima, e per prendere cura delle robbe loro in caso che fossero
passati a miglior vita". Quella specie di antica cassetta postale vi fu
posta in occasione del Giubileo del 1750, proprio in previsione di una maggiore
affluenza di forestieri, e vi si legge:
ANNO IVBILEI MDCCL
QVI DEVONO METTERE I VIGLIETTI
TUTTI GLI OSTI ALBERGATORI
LOCANDIERI ED ALTRI PER DARE
NOTIZIE DE' FORESTIERI CHE SI
INFERMANO NELLE LORO CASE
ALLA VENERAB. CONFRAT, DELLA
DIVINA PERSEVERANZA CON
AVTORITA' APOSTOLICA ERETTA
A TENORE DELL'VLTIMO EDITTO
DELL'E.MO VICARIO EMANATO IL
DI' XVII DECEMBRE MDCCXLIX
Pene assai severe venivano
inflitte a coloro che non avessero tempestivamente rispettato le disposizioni.
(Willy Pocino - Le curiosità di Roma)





