Romeo Ottaviani nasce a Roma nel 1877, a piazza del Catalone, rione Borgo, ma con la famiglia si trasferisce quasi subito a Trastevere, in Piazza de’ Renzi. Figlio di un vetturino marchigiano, Nicola e di Adele, abbruzzese. Era soprannominato “er Tinea”, espressione che significa “del sangue di Enea”, che veniva molto spesso utilizzata per sottolineare la profonda romanità di qualcuno. Abituato a vivere...
Nel muro esterno della Chiesa di S. Salvatore alle Coppelle (via delle Coppelle) si può ancora oggi notare una "lastra marmorea a guisa di buca da lettere" nella quale albergatori, osti e locandieri dovevano depositare denunce di malattie dei loro clienti. Le comunicazioni venivano poi inviate "per competenza" all'Arciconfraternita del SS. Sacramento della Divina Perseveranza, fondata l'11 agosto 1663 con il preciso scopo...
Roma è distante dal mare per circa 30 km, eppure c'è un faro! sembrerebbe una cosa alquanto strana, se non si conosce la storia di questo monumento che, possiamo dire, nasce da un gesto d'amore e da un sincero slancio patriottico. Nel 1911, in occasione del cinquantenario dell'Unità di Italia, un gruppo di italiani emigrati in Argentina volle contribuire ai festeggiamenti con un...
Una tipica figura romana antica era il “carnacciaro”, ossia colui che vendeva la “carnaccia” per gatti. Questo tipo di carne solitamente era rappresentata dagli scarti di macelleria, quali il polmone, le interiora (o “frattaje” come si dice a Roma) e la trippa, che lui vendeva lessata e tagliuzzata. Girava la mattina presto e non aveva bisogno di urla per farsi annunciare, come fanno...
Oggi molti romani si sono imborghesiti e prendono sempre le bottiglie al ristorante, quasi nessuno prende più quello che a Roma per secoli ha rappresentato la bevanda più richiesta in qualunque trattoria o osteria: il vino della casa. Ebbene si, perché ormai si chiede uno “Shiraz Casal del Giglio” al ristorante o una “Ribolla Gialla”, ma il romano è sempre stato abituato a prendere il vino nostro,...