Sant'Andrea della Valle - Facciata La storia di Sant'Andrea della Valle è disseminata di litigi, incomprensioni, ripicche, piccoli e grandi melodrammi. Cominciamo dal nome, ovvero dalla valle in questione. L’appellativo deriva dal fatto che anticamente, ma proprio al tempo degli antichi Romani, l’area era una zona depressiva dove convogliavano le acque di quello che Tacito definiva il “lago di Agrippa”. Lo storico racconta...
Sui pilastri della chiesa/oratorio dei Re Magi Borromini ha un suo stemma o una sua impresa, strettamente personale, che non manca mai di riprodurre in ogni suo monumento, minore o maggiore che sia: un cherubino (o una testa d’angelo) dalle grandi ali aperte. In qualunque monumento borrominiano, osservando con attenzione, prima o poi scopriamo l’angelo. Particolare della cupola di San Carlo alle Quattro...
Foto Claudio Lugi Tra l’arco di Costantino e il Colosseo, si trova un curioso mucchio di ruderi disposti in un’area circolare. È quel che resta di un ingegnoso monumento sopravvissuto a due millenni di storia e distrutto dal regime fascista, paradossalmente nell'intento di donare più visibilità e lustro alle antiche rovine. Negli anni Trenta, infatti, il duce fece spianare l’area per permettere il...
“Gli misero alla morte al capo nella sala, ove lavorava, la tavola della Trasfigurazione che aveva finita per il cardinale de’ Medici, la quale opera nel vedere il corpo morto e quella viva, faceva scoppiare l’anima di dolore a ognuno che quivi guardava.” Queste parole di Giorgio Vasari sembrano rivivere nel dipinto “Onori resi a Raffaello al suo capezzale di morte”, un olio...
Foto Internet È uno degli ultimi grandi segreti di Roma, eppure è sotto gli occhi di tutti da oltre settant'anni. Basta alzare lo sguardo al cielo per scoprire che, al di sopra dei tetti, si dipana un filo che percorre la città per chilometri e chilometri. Pochi lo hanno mai notato, mimetizzato com'è nel paesaggio urbano, nonostante attraversi strade e luoghi molto frequentati...
Foto Claudio Lugi Penetrando all'interno dell’Anfiteatro Flavio, si è subito colpiti dalla maestosità della struttura. Arcate l’una sopra l’altra che scalano verso l’alto tra resti di grandinate e pezzi di travertino. Colpisce l’intricato dedalo di mura che si trova nell'ovale dell’arena e in molti si chiedono quale fosse il piano dove andavano in scena le battaglie dei gladiatori. In realtà, l’arena è crollata...