I giardini appena rinnovati di Piazza Vittorio, una delle piazze più grandi della città, celano un segreto. Qui, nel Seicento, era aperta campagna e l’area della piazza era occupata dalla monumentale residenza di Massimiliano Palombara, marchese di Pietraforte, uomo ricco e assai colto e come molti, in quel periodo, soprattutto fra le classi privilegiate, appassionato di alchimia ed esoterismo. Faceva parte della cerchia...
In Piazza Vittorio, nell’angolo nord dei giardini recentemente riqualificati, si trova una monumentale struttura laterizia, denominata “Trofei di Mario”, dal nome di due sculture di marmo, risalenti al I secolo d.C., che la ornavano. I due trofei marmorei sono detti di Mario, come vennero indicati in una guida per pellegrini del 1140, in realtà, si pensa, possano essere stati eretti, invece, per celebrare...
A Trastevere, troviamo una curiosa stradina che si chiama via della Fonte d’Olio. Si trova proprio nei pressi della bellissima chiesa di Santa Maria in Trastevere e fa riferimento alla leggenda stessa che decretò la nascita della Basilica. Già prima di entrare nel portico della chiesa, se guardiamo sulla sinistra, notiamo una porta, ornata da una piccola scritta “Fons Olei”.Per capire l’origine di...
C’è una chiesa antichissima dove
i romani evitano di celebrare matrimoni per pura scaramanzia. Da piazza dei Caprettari
fate due passi verso la vicina piazza Sant’Eustachio e capirete inequivocabilmente
il perché. Davanti si aprirà la splendida facciata della chiesa di Sant’Eustachio,
una chiesa molto singolare, se non altro l’unica a Roma ad avere sopra il
timpano triangolare, una testa di cervo, con due grosse corna, sormontata da
una croce.
Nella cultura popolare nostrana, il sacramento del matrimonio mal si associa alle corna, anche se in questo caso si tratta del ricordo di un antico miracolo di conversione. La tradizione racconta, infatti, che un generale dell’esercito romano, Placido, si trovava a caccia, quando vide brillare, tra le corna di un cervo, una croce. Ne rimase talmente colpito che depose le armi e si converti alla religione di Cristo, con il nome di Eustachio, e con lui anche la moglie e i figli. Rifiutandosi di offrire doni agli dèi pagani, sotto l’impero di Adriano, venne condannato a morte, con tutta la famiglia. Furono dati in pasto ai leoni, ma questi, anziché sbranarli, si piegarono davanti a loro. Furono allora messi all'interno di un toro di bronzo infuocato, dove trovarono immediatamente la morte, ma ne uscirono con i corpi intatti. La chiesa sorge sul luogo dove era la casa del centurione, che dopo la conversione, prese il nome di Eustachio.
A causa della distruzione dell’archivio, durante una piena del Tevere, poco si sa della chiesa, dalle origini al Cinquecento, di sicuro che è stata riedificata, sotto il pontificato di Celestino III, nel 1196, periodo a cui risale anche il campanile, unica testimonianza rimasta dell’epoca medioevale.
Altri restauri si resero necessari: un primo fu eseguito fra gli anni 1650 e 1703, da Cesare Corvara a cui successe Gian Battista Contini, che aggiunse le sei cappelle e il portico. Un secondo restauro venne effettuato negli anni 1724 e 1727 da Antonio Canevari e Nicolò Salvi, che ricostruirono l’abside e il transetto. Anche la facciata è particolare, a due ordini, con il superiore arretrato rispetto all'inferiore e in linea con il campanile, a sottolineare l’aggiunta successiva del portico, sormontato da un terrazzo. L’interno è a croce latina e a navata unica. Lateralmente aprono tre cappelle per parte, comunicanti tra loro. Sotto l’altare maggiore, in un sarcofago di porfido, sono custoditi i corpi di S. Eustachio, della moglie e dei suoi figli.
Avviandoci all'uscita, impossibile non ammirare l’organo settecentesco che occupa quasi l’intera controfacciata, bella anche la vetrata con la "Maddalena penitente", che lo sovrasta.
(Claudio Colajacomo – I love
Roma)
(RomaSegreta.it)
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Quante porte ha avuto la Città Eterna, durante la sua storia, è un mistero che appassiona gli studiosi di archeologia romana. La difficoltà a censirle tutte è dovuta al fatto che le difese, con cui si cinse l’Urbe, si sono evolute e hanno cambiato più volte tracciato nei secoli. Contando tutti i periodi storici, arriviamo a calcolare oltre cinquanta porte. Le più famose...
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L’amara coincidenza secondo la quale, spesso, chi ha avuto una vita tormentata non trova pace neanche una volta passato a “miglior vita” vale anche per Michelangelo. O meglio, per la sua casa romana, la cui storia è davvero bizzarra. Di solito si trasloca da una casa all’altra. A Roma, però, può capitare che sia una casa a essere traslocata. Passeggiando per il Gianicolo,...