Credo non siano in molti a sapere che Mussolini, prima di trasferire la sua sede di lavoro al palazzo Venezia, ebbe come residenza il Palazzo Chigi e che proprio dal balconcino di quest'ultimo, iniziò le sue prove oratorie per scaldare le folle oceaniche. È un balconcino ad angolo che affaccia sia su piazza Colonna che su Largo Chigi, con una nuda ringhiera di...
La via più caratteristica di tutto il Quartiere Ebraico è senza dubbio via della Reginella, che collega via del Portico d’Ottavia a Piazza Mattei. Rappresenta, probabilmente la testimonianza più reale della ristrettezza, dell’angustia, dell’oscurità dell’antico Ghetto, all’interno del quale erano costretti a vivere un numero enorme di persone. Inizialmente estranea al Ghetto, venne inclusa al suo interno ai primi dell’Ottocento, quando papa Leone...
Non si può dire di conoscere veramente Trastevere se non si è ancora stati alla pasticceria Valzani in via del Moro. È un piccolo regno del gusto a conduzione familiare e in attività da oltre ottant’anni dove, oltre a deliziare il palato con le sue specialità, è possibile fare un tuffo a ritroso nel tempo, in un’epoca fatta di paste comprate per il...
Piazza Mattei nel 1800 segnava il confine tra la Roma Cristiana e la Roma Ebraica: i Mattei ed i Costaguti, infatti, detenevano le chiavi di una delle porte del Ghetto, posta tra Piazza Mattei e l’inizio di Via della Reginella. Queste porte ogni sera, al tramonto, venivano sbarrate per essere poi riaperte solo il mattino seguente. Il nome ricorda quello della potente famiglia...
Forse una delle chiese più nascoste di Roma, priva di facciata e inserita nelle costruzioni dell’isolato all’angolo del Ghetto, tradita solo dalla sua particolare cupola che ne rileva l’esistenza. Deve il suo nome ad un’immagine della Madonna, ritenuta miracolosa, perché sembra aver pianto quando un uomo venne accoltellato davanti ad essa o, secondo altre versioni, per il dispiacere della mancata conversione degli ebrei...
"...il terzo luogo che tramanda la memoria dei mesi dell'occupazione, il più tragico, è il Sacrario delle Fosse Ardeatine, che si trova sulla via Ardeatina, fra la catacomba di Domitilla e quella di San Calisto. Era una cava di pozzolana da cui, negli anni Trenta, erano state estratte importanti quantità di materiale per la costruzione dei nuovi quartieri romani voluti dal fascismo. Il...
Di fronte alla casa di Lorenzo Manilio, attraversando la strada, ci troviamo in piazza delle Cinque Scole. In passato, il muro del Ghetto aveva diviso in due parti quest’area: all’interno si trovava piazza delle Scòle e una parte di piazza Giudea; all’esterno il vicolo dei Cenci, piazza dei Cenci e l’altra parte di piazza Giudea che era intitolata a Santa Maria del Pianto....
La colonna di Foca è considerata l'ultimo monumento civile costruito nel Foro Romano. Risale al 608 quando l’impero più influente del mondo era ormai in frantumi, suddiviso tra la porzione orientale con capitale Costantinopoli e quella occidentale con capitale una Roma ormai decadente. È una colonna corinzia, di ottima fattura, alta m.13,60 che apparteneva evidentemente ad un monumento più antico, probabilmente del II...
Il più antico edificio del Ghetto è la casa di Lorenzo Manilio, costruita dopo la metà del Quattrocento. Come si può vedere è percorsa da una serie di iscrizioni in latino, così perfetto, che furono anche scambiate per originali. Il proprietario del palazzo doveva essere un po’ megalomane, visto che il suo nome compare ben quattro volte sulla facciata, ma soprattutto doveva essere...
Il luogo più suggestivo di tutto il Ghetto ebraico è senza dubbio il Portico d’Ottavia, complice anche l’integrazione con le stradine limitrofe e gli edifici storici, la Casa dei Vallati e la chiesa di Sant’Angelo in particolare. Ma chi era Ottavia? E chi volle dedicarle un portico? Fu l’imperatore Augusto che volle edificare, su una struttura preesistente, un maestoso edificio quadrato, per dedicarlo...
Portico d'Ottavia Era il 3 ottobre del 1555 quando il muro di cinta del ghetto venne ultimato per ordine del papa. Paolo IV Carafa era stato un inquisitore particolarmente severo nei confronti degli ebrei romani e non appena salì al soglio pontificio decretò che dovessero vivere separati dai cristiani: così nacque il secondo ghetto della storia. Via del Portico d'Ottavia Il primo era...